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Gianluca Costantini
Graphic Synthesizer

Handel With Care, Remorse

NoBrain Records, 1998

One-two-three-four! Sembra di tornare indietro nel tempo con i Remorse, band veneta di punk puro, quello che abbiamo ascoltato fino alla nausea dalla fine degli anni Settanta, che fu dato per morto quasi subito, ma che invece è ancora vivo ai giorni nostri. Dalla sua nascita si è tinto con l’hardcore, con il metal, con il reggae e quant’altro, a seconda dei musicisti che hanno imbracciato gli strumenti per il puro gusto di farlo, anche senza saper suonare poi tanto bene. L’importante è essere incazzati al punto giusto e sparare a zero senza limiti. Lo spirito punk puro viene ripreso dai Remorse che in questo “Handle with care” ci offrono quaranta minuti del genere caro a Pistols, Clash, Ramones e compagnia bella. I testi sono brevissimi e spesso si ripetono le strofe, con grande attenzione ed enfasi ai cori, sempre duri ed espliciti. Nei due minuti medi di durata di ogni brano (in perfetto stile punk, certo…) la rabbia viene espressa contro la musica da discoteca, la cocaina, lo stress dei turni di lavoro, la religione. C’è anche lo sconforto pessimista del perfetto punk auto-lesionista: “Ho cercato di toccare il sole, ma mi sono bruciato le mani. Ho cercato di toccare il cielo, ma l’infinito è più grande di me”. Musicalmente niente di nuovo, è il punk classico che meglio conosciamo, e che i Remorse interpretano a dovere. Sono presenti anche covers dei Down by law e dei Ramones (“Blitzkrieg Bop”, per chi ha pazienza di ascoltarsi alcuni minuti di silenzio dopo l’ultimo brano “We want punk”). Continua

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