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Gianluca Costantini
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gemine : muse, Young Artists in European Museums, 2004

Gianluca Costantini
Ravenna, Museo della Battaglia del Senio, Comune di Alfonsine, 2004

Il museo della Battaglia del Senio è un Centro Culturale che raccoglie e documenta gli aspetti civili e militari della II Guerra Mondiale in Romagna. Privilegiando l’aspetto didattico e territoriale, il Museo ospita armi, cimeli e tracce della lunga esperienza bellica conosciuta soprattutto dai Comuni della valle del Senio, teatro delle decisive operazioni militari tra l’autunno del 1944 e la primavera del 1945 nella provincia di Ravenna. Sorto nel 1981 per iniziativa congiunta della Regione Emilia Romagna e dei Comuni ravennati con il contributo dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’esercito Italiano, il Museo di Alfonsine ha dedicato le maggiori attenzioni alla rappresentazione iconografica del tempo di guerra, realizzando insieme all’Istituto Beni Culturali un’interessante banca dati di immagini sul passaggio degli eserciti alleati, sulle distruzioni belliche e sulla memorialistica locale.

The Museo della Battaglia del Senio (Museum of the Senio Battle) is a Cultura! Center which collects and records the civil and military aspects of World War II in the Italian Region of Romagna. By privileging the pedagogica! and territorial aspects, the Museum hosts weapons, relics and traces of the long wartime, as it was experienced mainly in the Municipalities of the Senio valley, which witnessed the decisive military operations in the province of Ravenna between the autumn of 1944 and the spring of 1945. Established in 1981 by a joint initiative of both the Regional Administration of Emilia Romagna and the Municipalities of the province of Ravenna, with the contribution of the Historic Office of the Italian Army Generai Staff, the Alfonsine Museum has paid the greatest attention to the iconographic representation of the wartime implementing, in cooperation with the Jnstitute for Cultura! Heritage, a noteworthy database of images on the passage of the allied armies, on the wartime destructions and on the locai memorials.

Il museo espone un’interessante raccolta di armi leggere utilizzate dai vari eserciti contendenti durante gli anni di guerra. In un percorso tecnico-cronologico si passa dalle armi pesanti e di precisione, legate ai primi tempi del conflitto quando si pensava ad una guerra di posizione come nel 1914-18, alle armi più compatte e smontabili prodotte negli anni ’40, quando parve chiara la necessità di trasferire eserciti e mezzi con grande mobilità da un paese all’altro.

The museum exhibits an interesting collection of the light weapons used by the different contending armies during the years of the war. In a technical and chronological path, do we move from the heavy and accurate weapons of the beginning of the conflict – when World War II was assumed to be a war of positions as the one of 1914 through 1918 – to the more compact, demountable weapons produced in the 40s, when the need for fast dislocations of armies and means from a country to another became patent.

L’artista costruisce un intervento etico-estetico: una riflessione sulle testimonianze della seconda guerra mondiale in un’area particolarmente segnata. La scelta è il confronto con il passato rimosso: ora la guerra sedata dal notiziario tv è sensorialmente simile a quella dei pixels di un war game da playstation. Senza perdere una vocazione assolutamente contemporanea, Costantini ritrova invece un altro sguardo sulla guerra, ne incide i momenti con segno tagliente, li manipola con grazia scabra e dissonante, forse anche affettiva. E resta sempre elegante e velato di un’ironia dolce-amara, struggente nella traduzione calligrafica e quasi cronachistica dei pezzi del museo: un elmetto trasformato in scaldavivande, l’elenco dei caduti lungo la Linea Gotica, il numero dei cacciabombardieri alleati.

The artist has assembled an ethic and aesthetic intervention: a reflection on the witnessing of World War II in an area which was particularly marked by such event. The choice is the compari- son versus the discarded past: nowadays the war – sedateci by the broadcast news – is sensorially similar to the pixels of a playstation wargame. Without losing an absolutely contemporary vocation, Costantini resumes another look at war, sharply cuts into its moments, manipulates them with harsh, dissonant, perhaps even affective grace. He always_ rem_ains elega~t and veiled ~Y. a bitter-sweet irony, yearning in the calligraphic and almost chronicle-like translation of the exhibits in the museum: a helmet turned into a food-warmer, the list of the fallen along the Gothic Ime, the number of Allies’ fighter-bomber


Gai Giovani Artisti Italiani / Associazione Mirada

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