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Gianluca Costantini
Reality / Theater

Bianco Paradiso, Tiro (Libano)

La Trilogia quasi dantesca narra di una parola e del suo relativo disegno che un giorno decidono di compiere un lungo viaggio. La parola e il disegno nascono nelle profondità di Nero inferno. Nel nero le parole e i disegni si mescolano, si cercano, cadono per terra, si perdono e si ritrovano. La parola ماي (acqua) trova il suo disegno e si perdono in direzione del mare. Aria che porta al mare! Entrano in Rosso purgatorio: due città, una grande e una piccola, un universo composto dai colori della luce. Il disegno e la parola sono diventati una bambina che, per uscire dal purgatorio, segue la strada per il mare. Il disegno e la parola troveranno spazio in Bianco paradiso per riposarsi sopra la facciata di un palazzo qualunque.

La Divina Commedia diventa metafora dell’approdo e della ripartenza verso nuove rotte, un’immagine rubata alla letteratura per ricordare che lo spirito del viaggio nel passato, nel presente e nel futuro è nei mondi che ancora non riusciamo a sentire, anche se intorno a noi. Nella Trilogia quasi dantesca Dante è una bambina che si è persa e se ne va in giro senza cercare la strada di casa.

La Trilogia quasi dantesca è un’opera teatrale sui colori scritta da Alessandro Taddei e co-diretta insieme a Enrico Caravita. Composta da 40 adolescenti palestinesi, turco-tedeschi, italiani e libanesi è un viaggio dalle profondità del sottosuolo in direzione del mare. Partendo da Jenin con Nero inferno, passando nel Rosso purgatorio di Berlino e Alfonsine per arrivare di fronte al mare di Tiro (Sud del Libano) con Bianco paradiso, il Gruppo Ponte Radio ha ricreato, fuori e dentro la scena, un teatro e un momento di vita duale capace di essere vissuto prima di tutto sopra se stessi e poi a contatto con i bambini e gli adulti.

Con Ahmed Maher Jamal, Ali Omer Frihat, Basem Omer Awad, Mohammad Waseem Aljaiuossi, Feker Taher Ateeq, Haya Ghazi Abufarha, Khalil Ghasan Habbalrih, Layth Abd Alkareem Shalamish, Mohammad Ra’ed Abukhalil, Naser Ra’ed Abukhalil, Omar Ahmed Shalamish, Qossay Roshdi Shaban, Rimah Mousa Ararawi, Motasem Abukhalil, Marco Pattuelli, Lorenzo Cavallini, Leonardo Ricciardi, Cihad Çevik, Giulia Marzocchi, Lorenzo Beretta, Francesca Costa, Maren Marie Seidler, Diego Cavallini, Tommaso Costa, Margherita Ricciardi, Haidar Hassan, Abd Al-Aziz, Hadi Al-Mawla, Ahmad Sarries, Mohammed Sarries, Hassan Baydoun, Issa Ghabri, Ahmad Delbani, Rayan Stanbuly, Hussein Salman, Mohammad Sekmani, Ibrahim Omeis, Mohammad Kassir

Gioco scenico, direzione dei laboratori: Enrico Caravita e Alessandro TaddeiLuci Riccardo Clementi, Giovanni Belvisi
Musiche Alessandro Taddei
Fotografie Virginia Paradinas, Roberto Beretta
Video Ali Beidoun
Assistente tecnico Jan Barbieri
Fantasie Alessandro Taddei
Una Produzione: Napoli Teatro Festival – Ponte Radio – Nuovo Teatro NuovoIl gruppo Ponte Radio ringrazia: Marilisa e Carmela Salernitano, Pasquale e Giovanna, Mario, Renato, Salvo, Gaetano, Lello e tutti i tecnici del NTFI che hanno lavorato all’allestimento della Trilogia quasi dantesca al Real Albergo dei poveri e al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli. Omar Suleiman e Isham del Caffè arabo in P.zza Bellini a Napoli, Daniele Barbieri, Clément Delage, Jules Ribis. Marianna Sepe, Roberto e tutte le persone di Napoli che ci hanno sostenuto in questa nuova avventura.Un grazie particolare al sottosuolo di Jenin, alle luci di Berlino, alle case di Alfonsine e al porto di Tiro. Alle città in rivolta e alla gente in attesa di partire. A las hermanas Empanadilla. A chi ci ha insegnato a giocare con i colori e a chi ha cercato di impedircelo, dandoci ancora di più la forza per continuare a camminare. Di tanto in tanto il tempo passa.

Lebanon / Ponte Radio

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