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Gianluca Costantini
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Gianluca Costantini in mostra alla Scuola Grande di San Rocco di Venezia

Foto Mattia Borgato

Durante La Cerimonia di consegna dei Diplomi del “Master Europeo in Diritti Umani e Democratizzazione” (EMAGlobal Campus Europe) per l’anno accademico 2019/2020 è stata inaugurata l’installazione dell’opera di Gianluca Costantini “Human Rights Education = Human Rights Defenders”.

Durante la proclamazione, i diplomandi e i loro parenti saranno accolti nella Scuola Grande di San Rocco nel rispetto dei protocolli Covid-19. Accanto a loro nel perimetro della sala un’installazione dell’artista Gianluca Costantini «porterà in aula» con illustrazioni stampate a dimensione reale i maggiori rappresentanti dei diritti umani nel mondo con un appello a dare un supporto alla missione del Global Campus of Human Rights. «Questo tipo di azione artistica iniziata con l’installazione delle sagome di Patrick Zaky all’Università di Bologna – dice Gianluca Costantini, – avviene in piena epidemia di Covid19 e bisogna ricordare che proprio San Rocco è il santo a cui si votò la città di Venezia per chiedere la grazia durante la prima delle tre grandi epidemie di peste, quella del XIV secolo. È un grande onore per me esporre i miei disegni al cospetto del maestro Tintoretto. Gli attivisti rappresentati per #HumanRightsEducation = #HumanRightsDefenders sono tra i più importanti dei nostri tempi, persone che hanno combattuto anche per i nostri diritti, alcuni di loro hanno pagato con la vita questa lotta, ed è importante che durante la consegna dei diplomi del «Master Europeo in Diritti Umani e Democratizzazione» siano presenti, anche se solo come disegni, i veri protagonisti delle storie che i diplomandi dovranno proteggere e divulgare nel corso della loro professione. Per me è fondamentale che l’arte entri nella realtà, fisicamente. Quando realizzo un disegno, poi vedo una foto di una persona che lo tiene in mano e vedo che quel disegno la riguarda… allora vuol dire che raggiungo il mio scopo. Vedere i miei disegni alle manifestazioni, oppure usati dagli attivisti in ogni parte del mondo, questo fa sì che la mia arte sia giusta, questo trascende dal campo dell’arte, entrando nella natura quotidiana delle persone, un’arte che le fa pensare e agire. La mia è un’arte politica, un’arte fuori moda, scomoda, giuridicamente scomoda. L’arte per me è una conoscenza scomoda». da il Corriere del Veneto

Foto Mattia Borgato
Foto Mattia Borgato
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