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Gianluca Costantini
Political Comics

Stagione del mutuo discorso } Leogrande Langer

21 novembre – 5 dicembre 2020
Publishing urbano nelle strade di Modena
e progetto temporaneo online
A cura di Isabella Bordoni / Con e per Periferico Festival 2020

Stagione del mutuo discorso è un progetto locale ed extraterritoriale pensato mesi fa in situ nella città di Modena con affissioni urbane e un incontro collettivo, come parte e cornice di Periferico.

Ripensato nel tempo difficile della pandemia, il progetto non rinuncia all’incontro ma altera i suoi formati con una presenza temporanea on line on line [21/11 –>5/12 per le strade di Modena, dove conserva la sezione di publishing urbano con i disegni di Gianluca Costantini.Abbiamo però voluto tenere fede a un impegno con questo tempo, riflettendo su cosa può diventare un incontro quando cambia natura, luogo, misura.

Abbiamo pensato “non adeguate” per questo appuntamento, le piattaforme social. Abbiamo virato su un formato più riflessivo, trasformando 1 giornata di incontro in 14 puntate di approfondimento quotidiano, presentando su un sito temporaneo online, l’avvio – ma già denso – di un mutuo discorso tra Alexander Langer e Alessandro Leogrande.

Langer e Leogrande, sono le figure che Stagione del mutuo discorso riconosce esemplari e attualissime.

“Nel cuore di questo impegno che ci ha chiesto di cambiare il modo con il quale avevamo a lungo guardato e lavorato a questo progetto, ci accorgiamo che ciò che poteva condurre alla rinuncia, ci ha chiesto di essere trasformato come un’opportunità: riflettere su cosa significa “incontro” e come lo si può risignifcare, nella differenza; riflettere sullo svuotamento dello spazio pubblico, osservare cosa diventa una città se i corpi la disabitano.”

Isabelle Bordoni

Lungo strade diverse ho incontrato molti anni fa il lavoro di Gianluca Costantini. Vorrei incontrarti (Fernandel, 2005) suo primo racconto illustrato, entrò nelle visioni di un progetto curato a Rimini; più tardi Gianluca ed Elettra Stamboulis presentarono il loro L’ammaestratore di Istanbul (Comma22, 2009) a Libertà come bene supremo, le tre giornate di osservazione e critica del contemporaneo ideate e curate nel dicembre 2009, al Teatro Corte di Coriano (http://www.ib-arts.org/libretto.pdf). In quel contesto, di cui significativa fu la spiccata e visionaria vocazione pedagogica, fu memorabile il laboratorio su cinema del reale e attivismo con Eyal Sivan, la proiezione antologica delle opere e l’anteprima del suo Jaffa, the orange’s clockwork, film-documentario impostato come saggio politico. 

Ho osservato il lavoro di Gianluca in tutto questo tempo, proseguire e mutare. Lo dirà lui stesso, c’è stata una soglia attraversata con un viaggio, nel 1999/2000, nella Sarajevo bombardata dalla guerra di Bosnia ed Erzegovina, che incide sulla messa a fuoco del suo lavoro. Inizia forse lì una militanza che fa virare il lavoro artistico da uno sguardo più interiore verso l’attivismo per i diritti umani. 

Durante l’esplosione della pandemia da Covid19 e il conseguente lockdown, con la sospensione di tutte le attività culturali in cui è rientrata una prima e una seconda volta il progetto STAGIONE DEL MUTUO DISCORSO (perché allora sospeso e ora mutato, in questo autunno 2020),  il lavoro di Gianluca ha continuato ad essere una finestra aperta sul mondo. Ha evaso la costruzione dell’ideologia domestica e la convergenza dell’informazione pubblica sul tema pandemico, per tenere alta l’attenzione anche sull’esterno.  

Artista, attivista e illustratore impegnato da decenni in campagne umanitarie e d’interesse sociale, il lavoro di Gianluca spinge sul presente. La sua mano è instancabile nel vegliare quotidianamente le lotte civili e umanitarie spesso inosservate dai media mainstream. Sulla linea del graphic journalism più impegnato e irriducibile, ogni giorno Gianluca denuncia la violazione dei diritti umanitari con un disegno-ritratto della persona che quel giorno è perseguitata, incarcerata, minacciata, censurata o addirittura uccisa. La sua azione ci dice che il gesto, il tratto, il segno dell’arte, hanno la possibilità di difendere la vita e che – in determinate e precise modalità comunicative, per sintesi e con fulminante empatia – c’è nella costanza dell’impegno, una forza eversiva che logora i regimi.  

Gianluca Costantini ha accolto l’invito a disegnare Alexander Langer e Alessandro Leogrande. Così noi, che accidentalmente siamo a loro postumi e che alla loro azione culturale e profetica ci sentiamo affini, abbiamo provato a scombinare il destino e immaginati parlarsi l’un l’altro e loro, insieme, a noi. Continua

PRENDONO PARTE

Nei mesi di studio e organizzazione che hanno preceduto la presentazione pubblica del progetto, STAGIONE DEL MUTUO DISCORSO ha generato una comunità informale della quale sono parte: 

Archivio e Fondazione Alexander Langer
Giovanni Accardo
Lavinia Bianchi
Gianluca Costantini
Giorgio Mezzalira
Irene Aurora Paci
Tiziana Villani
con Isabella Bordoni che ne ha sviluppato l’ideazione e la cura 
Periferico che l’ha sostenuto e prodotto.

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