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Gianluca Costantini
Political Comics

Juana Cecilia Hazana Loayza

Il caso di Juana Cecilia Hazana Loayza, vittima di femminicidio per mano del suo stalker Mirko Genco, ha scosso profondamente la città di Reggio Emilia. La vicenda, che ha visto la giovane donna perdere la vita in circostanze efferate, ha portato alla ribalta l’importanza di contrastare la violenza di genere e proteggere le donne vittime di stalking.

Il processo in Corte d’Assise è stato un duro confronto con la realtà crudele di un crimine atroce. La pm Mariarita Pantani ha sottolineato le “sedici menzogne” di Mirko Genco, evidenziando la premeditazione e la crudeltà del suo gesto. Non si trattava di un amore tormentato, bensì di un attacco brutale nei confronti di una donna innocente.

In aula, la madre della vittima, Dina, è apparsa come un simbolo di resilienza e dignità, proveniente dal Perù per ottenere giustizia per sua figlia. Anche le sorelle della giovane uccisa, Carmen e Rosaria, hanno espresso il desiderio di una sentenza severa per assicurarsi che simili tragedie non si ripetano.

Dopo un’attenta valutazione delle prove e delle testimonianze, la Corte d’Assise ha emesso la sentenza: Mirko Genco è stato condannato a 29 anni e 3 mesi di reclusione per il femminicidio di Juana Cecilia Hazana Loayza. La decisione della Corte rappresenta un passo importante nella lotta contro la violenza di genere e nella difesa dei diritti delle donne.

Nonostante nulla possa riportare in vita Juana Cecilia, la sua memoria vive nel cuore di coloro che l’hanno amata e conosciuta. La sua storia serve da monito contro la violenza e come promemoria dell’importanza di un impegno costante per creare una società più giusta e sicura per tutti.

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