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Gianluca Costantini
Political Comics

[IT] Line of Duty di Elettra Stamboulis

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Badiucao e Gianluca Costantini

Nella responsabilità del disegno i due artisti, lontani geograficamente ma vicinissimi per vocazione, modalità e interessi, quando hanno interrogato sé stessi hanno avuto un’unica risposta, usare la linea come strumento politico e sociale. 

Entrambi condividono uno spazio alter geografico, Twitter, dove si sono conosciuti e hanno iniziato a interagire diversi anni fa. Twitter, che ora rischia di essere colonizzato dalla mono corporation di Elon Musk e di perdere quindi la sua virtuosa libertà di espressione, è per eccellenza il luogo virtuale dell’attivismo online. Non Instagram, che adula l’ego visivo e che fa da vetrina scintillante dello shopping modaiolo, non Facebook si capisce, che è luogo amicale e gregario, non altri spazi che per il momento hanno altri usi e costumi. Il cinguettio delle poche parole, ma chiare è quello che utilizza chi deve organizzare o supportare le piazze in rivolta da Hong Kong a Gezi Park, da Yangon la vecchia capitale del Myanmar a Il Cairo, quello è il luogo. E loro ci sono. 

Con tempi di realizzazione che devono stare nel tempo che muta, fanno un’arte che mette in difficoltà il mondo luccicante del mercato: non a caso il governo cinese ha provato a fermare nel 2021 la mostra di Badiucao a Brescia scrivendo al sindaco e poi a Praga alla direttrice del museo. Per l’italiano Costantini i metodi di censura di questo mondo sono meno evidenti, si usa quello che costa meno a livello di effetti collaterali, ovvero il silenzio degli archivi  di quella cultura, l’egemone, che decide che cosa è e cosa non è esponibile. Anche se il regime di Erdoğan, dopo il fallito colpo di stato, ha emesso una sentenza di terrorismo contro di lui, giusto per stare sul sicuro. Entrambe le forme di silenziamento hanno agito in modo pesante sulla loro presenza materiale nel mondo del mercato, come se quello che accade nella rete non fosse già da tempo una realtà  che succede in uno spazio geografico “vero” e militante. I muri e i vagoni della ferrovia degli anni ’80 si sono trasferiti in questo spazio di bit, loro sono i nuovi artisti di strada, solo che un certo mondo non li vuole vedere perché il loro assunto, ovvero che l’arte è uno spazio politico e militante, va bene fino a che rimane una prospettiva poetica dell’artista, e non uno strumento che gli attivisti si portano effettivamente in strada e che viene utilizzato come tool di protesta e pressione. Come ha scritto Nick Cohen «True censorship removes choice. It menaces and issues command that few can ignore»1, la vera censura funziona a nostra insaputa. 

Disegnare come forma di protezione in particolare per chi voce non ce l’ha: ecco dunque i disegni de Il giorno della conoscenza di Costantini, sequenza narrativa sulla strage della scuola di Beslan; tema ripreso in Robb Elementary School in cui i ritratti dei bambini uccisi il 24 maggio 2022 sono inseriti in una classica griglia del tiro a segno. Stilisticamente la serie di Beslan si ricollega a quella di Altre mitologie del Caucaso che indaga l’immaginario del terrorismo ceceno e della tradizione mitologica di questo paese, ma l’intento è lo stesso, fermare in linee che sono in presa diretta, mai ripassate e corrette, la vita che scorre e che non viene raccontata e rappresentata, creando una nuovo armadio dell’immaginario a cui attingere. Le linee sono quelle dei volti, che possono costituire anche un fitto reticolo di controllo come appare nel video Costellation sul tema del controllo biometrico: in questo caso i volti le cui costellazioni uniche sono visualizzate come nel riconoscimento facciale, sono quelli di poeti, artisti, attivisti che fanno la differenza e che con i loro corpi testimoniano l’essenziale necessità della libertà di espressione. 

La libertà di espressione è al centro anche del lavoro di Badiucao, alias creato dall’artista cinese naturalizzato australiano per proteggere la propria identità nella prima fase del proprio lavoro artistico, quando indossava una maschera. Scoperto comunque dalla polizia cinese, ha deciso di mantenere il nickname che disturbava comunque le permalose autorità del suo paese d’origine. 

Anche nel suo caso, lo stile immediato è l’esito di un approfondimento politico e di un coinvolgimento diretto nei temi affrontati. La qualità virali, la vitalità che le caratterizza è un aspetto epidemico che neanche la forza di repressione del potente impero del PCC possono combattere. 

La sua adesione al presente che accade dalle rivolte di autunno 2022 alle proteste di Hong Kong, alla repressione fisica e culturale della minoranza uigura, è sempre connessa all’urgenza di ridefinire il trauma storico della Repubblica Popolare cinese, uno stato devoto al segreto di stato e alla rimozione della storia, del patrimonio storico anche remoto, perché dedito a costruire un ipotetico futuro le cui coordinate sono sempre più nebbiose e opache, vicine ad un isterico e collettivo consumismo di massa, senza alcuna democrazia neanche formale. 

L’empatia è il cuore della democrazia: se spesso ce lo dimentichiamo, dando eccessivo peso ad altri aspetti rituali, questi due artisti si sono posti come responsabilità estetica quella di ricordarcelo in ogni azione che giornalmente condividono. 


 1 “La vera censura rimuove la possibilità di scelta. Minaccia e impartisce comandi che pochi possono ignorare” in Cohen, Nick, You can’t Read this Book. Censorship in an Age of Freedom, London, Harper and Collins, 2012. 

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