ChannelDraw
Gianluca Costantini
Political Comics

Costantini, in mostra i disegni sui giornalisti uccisi in Palestina

Di Piero Di Domenico per il Corriere di Bologna

Disegni di volti, ritratti degli oltre cento giornalisti uccisi dallo scorso ottobre nella Striscia di Gaza. Sono stati realizzati in questi mesi da Gianluca Costantini, artista e attivista, oltre che docente dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, non certo nuovo a iniziative simili. Oggi alle ore 19,30 da Squadro Stamperia d’Arte, in via Nazario Sauro 27, si inaugura la sua mostra «Nel mirino della memoria – Ritratti dei giornalisti uccisi in Palestina», fino al 22 giugno 80 ritratti realizzati in digitale e 4 grandi disegni in originale.

Nell’occasione ci sarà anche un dialogo tra il sociologo Giovanni Boccia Artieri e Iustina Mocanu di Amnesty. A seguire lo scultore Davide Dormino presenterà Anything to Say?, scultura in bronzo che raffigura Assange, Snowden e Chelsea Manning, che sarà in Piazza Nettuno domani e venerdì. Da sempre, esordisce Costantini, «mi occupo dei giornalisti vittime di conflitti, anche di quelli uccisi in Ucraina o in altre situazioni. In questo caso il Cpj Committee to Protect Journalists di New York ha iniziato a mandarmi man mano i nomi dei giornalisti uccisi e io li disegnavo. Non pensavo all’inizio che si arrivasse a un numero simile».

Il 52enne disegnatore ravennate da oltre 15 anni si occupa di diritti umani, sul web e su social come X, l’ex Twitter: «Nel tempo si è creata una grande comunità su questi temi, ong ma anche tante persone comuni. In questo caso mi vengono mandate foto o notizie sulle vittime, ma spesso sono giornalisti locali, di cui spesso si sa poco o nulla. Eppure loro sono i nostri occhi, dato che ai giornalisti stranieri non è permesso andare a Gaza. Molti sono cameraman o fotografi che si sono reinventati come reporter sul campo, orgogliosi del giubbotto con la scritta “Press” che indossano. Ma sono diventati obiettivi facili». Anche perché sembrano saltate pure quelle minime regole che consentivano ai reporter di raccontare quello che accadeva in guerra: «Il tema è che è non c’è più alcuna regola, anche le organizzazioni come l’Onu non vengono tenute in considerazione. È una prospettiva inquietante anche per il futuro, perché su questa scia nessuno si sentirà in dovere di rispettare quei minimi principi riconosciuti anche durante i conflitti.

Vedo che tanti attivisti continuano a impegnarsi per salvare delle vite ma nessuno vede soluzioni per il futuro. È come se fossimo oltre la geopolitica e la guerra, bisognerebbe riflettere su cosa è stato e su cosa è diventato Israele». Costantini è noto anche per le sue vignette che hanno alimentato la campagna per la liberazione di Patrick Zaki: «Con lui è stato tutto rapidissimo, mi era stato segnalato il suo caso 10 minuti dopo l’arresto e mi sono mosso subito, ma non tutte le situazioni sono così. Anche se non riesco a dire di no a nessuno, preferisco lavorare sugli scenari che conosco, come Cina o Russia. I familiari, gli amici delle vittime sono comunque contenti quando vedono che qualcuno realizza anche solo un disegno, rivolgendo loro uno sguardo».

Italy / Palestine / Israel / Corriere di Bologna / SquadroStamperia

Political Comics

Newsletter