Insieme al Vicino e Medio Oriente, il mosaico dell’ex Unione Sovietica è sicuramente uno dei luoghi che più hanno attirato l’attenzione della matita di Costantini. Questo luogo dimentica- to dagli stessi siberiani (altro che i non luoghi di Augé), questa cittadina–fabbrica che ha molti cloni nel mondo costituisce senza dubbio una di quelle sfide alla realizzazione piena dell’individuo e del suo destino. Vivere per tutta la vita in un caseggiato senza orizzonti che possano cambiare, con unico destino il lavoro nel luogo che sai che ti fa morire a causa dell’inquinamento che produce, accomuna la sorte di molti più uomini di quanti non vogliamo raccontare. Assumere la voce di qualcuno di loro, provare a tracciare la loro traiettoria, circoscrivendo con le linee i loro pensieri che altrimenti passerebbero senza essere mai registrati, è uno degli obiettivi di questi non consigli di viaggio, visto che Noril’sk è una città chiusa all’accesso degli stranieri e dei russi non residenti che devono richiedere un permesso per accedervi. Si tratta quindi di una restituzione di presenza o dichiarazione di esistenza, di luoghi che altrimenti non avrebbero nessuna narrazione, se non un vago puntino su una cartina geografica.
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