



Allan Antliff insegna all’Università di Victoria, in Canada: la cosa che però forse colpisce di più del suo curriculum è che tutta la sua attività di ricerca e artivismo è correlata all’anarchismo e alle sue emersioni soprattutto in campo artistico. Un tipo di ricercatore che suona non classicamente accademico dalle nostre parti.
Questo suo diario disegnato, scritto in prima persona come autobiografia, riguarda in realtà un’intera generazione globale di attivisti e, se allarghiamo lo sguardo, influenza molta della politica internazionale di oggi. È il 2006 e voltandosi indietro Allan individua nel 1991, nelle mobilitazioni che invasero le piazze di tutti i paesi che poi parteciparono a quella guerra, il momento in cui la sua vita cambiò. Oggi sappiamo che quel conflitto fu totalmente ingiustificato e fu causa dell’instabilità detonante del Medio Oriente, ma anche del fenomeno del terrorismo organizzato. La reazione straordinaria di quei mesi non mutò le politiche, però ci dice ancora che ha senso dissociarsi dalla politica aggressiva del proprio paese.
Questa micro storia in realtà racconta anche qualcos’altro: che un paese come gli Stati Uni- ti, proprio nel momento in cui il governo tradì la buona fede dell’elettorato, ha accolto e dato opportunità a dissidenti come Antliff.
Testo di Allan Antliff
Disegni di Gianluca Costantini
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