Le immagini di Costantini stridono con la speranza contenuta nella lettera scritta dagli attivisti della Casa dei Giovani (Ungdomshuset) di Copenaghen, sgomberata il 1 marzo e demolita il 6 marzo 2007, dopo una strenua resistenza da parte degli occupanti che portò ad una mobilitazione europea e ai riot che infiammarono la capi- tale danese per alcuni giorni. Un giornalista francese scrisse allora che, fatto un paragone tra la popolazione abitante e quella di Parigi, era come se la polizia francese avesse arrestato 8.000 per- sone… Di fatto le carceri non avevano capienza per contenere gli oltre 800 arrestati. La polizia usò per l’occasione un gas non convenzionale, fortemente tossico, e si scusò pubblicamente: tuttavia molti commentatori pensano sia stato fatto di proposito, come esercizio preventivo di antiterrorismo.
Di fatto l’esperienza della Casa del Popolo, poi della Gioventù, che aveva ospitato Lenin e Rosa Luxemburg e poi Nick Cave e Björk, fu chiusa nel conflitto, anche se qualche anno dopo il Comune trovò una nuova location per il collettivo. Ironia della sorte la proprietà era stata acquistata da una setta cristiana indipendente, la Faderhuset, che poi sarà chiusa dalle stesse autorità danesi per le posizioni fortemente regressive e fondamentaliste praticate, in particolare nel campo educativo. Dopo dieci anni lo spazio è ancora vuoto, nulla è stato costruito al suo posto. Forse questo vuoto ricorda che non fu un’intenzione immobiliare a chiudere l’esperienza di Ungdomshuset.
Pubblicato in:
FATTI Zero Euro Freepress, n°0, rivista, 2007
Gagarin Orbite Culturali, n°4, rivista bimestrale, 2013
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