Si tratta di una sorta di lezione di geografia politica, che mostra quanto possa contribuire il disegno del mondo al giornalismo. Oltre ad espandere la consapevolezza attraverso il disegno, che mette subito sotto la retina gli aspetti visivi della Storia, l’articolo descrive con precisione e semplicità quali sono le fonti primarie di finanziamento dell’ISIS: questo rende anche più solidamente evidenti le responsabilità dei cosiddetti occidentali nel finanziare il regime del terrore, senza però puntare il dito, semplicemente raccontando fatti. Inoltre con pochi tratti vengono evidenziati i silenzi del governo italiano rispetto al proprio impegno nelle zone di guerra e in difesa degli interessi industriali italiani al di fuori del paese (una volta si sarebbe usata la parola colonialismo, ora démodé). Il nome della missione, Prima Parthica, sembra confermarlo: la legione romana a cui si ispira il nome però, per quanto “eroica” fu sconfitta. Il nostro paese è il secondo dopo gli USA per numero di uomini e donne impegnati in quest’area. Al momento in cui scrivo queste righe, è ancora in corso l’attacco delle forze irachene e alleate alla città di Mosul, che dopo otto mesi non è ancora concluso: ci sono più di centomila civili in ostaggio.
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